"If you keep doing what you have always done you are going to keep getting what you have always got" - W.L.Bateman

lunedì 30 aprile 2012

Loneliness®

Mentre gran parte della gente ritiene che la solitudine sia un male, origine della depressione, del malumore, la peste del secolo, io ve la presento una nuova versione come un farmaco di nuova generazione, uno stimolante del pensiero, un calmante dell'anima, uno sfogo alle parole inutili. E non sono solo io a dirlo, il psicanalista svizzero Carl Gustav Jung ha detto che "la solitudine è una fonte di guarigione che rende la vita degna di essere vissuta", e ha aggiunto "il parlare è spesso un tormento per me e ho bisogno di molti giorni di silenzio per ricoverarmi dalla futilità delle parole". E non è che è vero! Un farmaco che agisce contro la futilità delle parole, quando ti trovi con il cervello caricato di pensieri in disordine che supplicano per una pausa - mentale. Non basta il silenzio, bisogna stare soli, senza nessun vicino, per riuscire a riposare completamente; ed è proprio in questo modo che le parole trovano un nord, si infilano sulla strada del pensiero logico e connesso di maniera ordinata.  Opinioni di esperti basate su osservazioni affermano che le persone sono più creative quando godono della loro privacy e sono liberate dalle interruzioni inutili. In effetto, in molti ambiti di lavoro per esempio, le persone che danno il meglio di sé creativamente sono introverse, vedono se stesse profondamente indipendenti e con un profondo senso di autonomia, ed è dimostrato nell'affascinante dinamica che sta dietro alla scoperta e la creazione di un’opera artistica. Già lo sapeva anche Picasso quando affermava "senza una grande solitudine nessun lavoro serio è stato mai possibile". È molto probabile che il lavorarsi individualmente crea un'identità, con caratterische personali distinte, senza subire influenze esterne, e dimostrando una profonda autoconoscenza.
Tuttavia, come un coltello di doppio taglio, la solitudine può avere un'altra versione. Dal punto di vista lavorativo va contro la teoria del brainstorming (tempesta de idee), una tecnica di creatività di gruppo per far emergere idee volte alla risoluzione di un problema. Appunto, quando l'argomento è creatività individuale ed efficienza, il lavoro solitario può essere incoraggiato; e dall'altra parte, si lavora in gruppo per arrichire la propria ricerca della soluzione corretta, senza rischiarsi alle volte di bruciarsi il cervello (burnout). Proprio così.
Confuso? Se lo è nel senso lavorativo, cosa si può dire della solitudine nella vita personale? Avrebbe lei un effetto depressivo o anti depressivo? sarebbe un rifugio della malinconia o una conseguenza? Tante altre domande si possono fare, e tante risposte contraditorie sorgeranno, e alla fine ognuno cercherà dentro di sé la miglior definizione. Leonardo da Vinci l'ha trovata: se tu sarai solo, tu sarai tutto tuo.

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