Facebook, Twitter, Msn, Skype e Linked In sono alcune delle attuali reti sociali su internet, che ad ogni giorno si sente parlare di più, con massiva adesione in tutto il mondo. C'è chi dica che si tratta di un modo impersonale di comunicazione, potenzialmente nocivo alla sanità mentale e fisica. Uno che rimane davanti al computer ore al giorno da chattare, facendo amici virtuali, e che si dimentica di tutto il resto, lavoro, studio, vita sociale, può essere un grande candidato a una psicoterapia futura. I psichiatri ringrazieranno alle rete sociali dell'incremento che avranno nel loro stipendio trattando casi d'internet addiction. Se dobbiamo mettere la colpa alla moderna tecnologia e alla società di consumo, innanzitutto dovremmo raggionare su vantaggi e svantaggi per poi fare un bilancio finale. Vi siete già domandate quante persone avete conosciuto prima e dopo l'insorgenza dell'internet? Quante possibilità di lavoro avete trovato tramite queste reti? Che salto di crescita culturale avete avuto negli ultimi anni? E prima che qualcuno ci spacchi la testa, ci difendiamo dicendo che siamo parte di quelli che usano internet consapevolmente, e che non saremo noi a dare soldi ai psichiatri, almeno in questo aspetto.
Se torniamo indietro, quando l'internet non c'era o era ancora un embrione, senza renderci conto abbiamo creato una personal network di modo artigianale, pianino, conoscendo uno qui altro là, e così via. Ognuno con la sua tecnica particolare, offensiva o defensiva, in momenti successivi ha multiplicato la rete di conoscenti. Qualcosa è rimasta, e probabilmente ci sarà da raccontare. L'internet fa che accellerare questo processo, sistematicamente, proponendo agilità nello scambio di informazioni e trasformando la nostra social network artigianale in un modello dinamico e attuale. Credetemi pure, probabilmente avete creato una rete con rami diversi, risultato dei nostri cambiamenti di vita. Ci sarà almeno una importante da ricordarsi.
Mia rete italobrasiliana è iniziata nel 2004, anno che ho scoperto l'Italia. Ero in aereo, rumo a Roma, di fianco a me si sede una donna ultra moderna, simpatica e estroversa. Mi racconta della sua vita, una chef della culinaria italiana che lavora a Londra, e vuole sapere i motivi per cui sono in Europa facendo un viaggio da sola. Cercando le poche parole che avevo archivate al cervello nella cartella lingua italiana, ho provato a risponderle il basico. Avevo 25 anni, ed ero impulsionata da una voglia infinita di conoscere il mondo, in particolare l'Italia. Da quando piccola sentivo miei nonni e genitori parlando il dialeto veneto, e ormai parecche espressioni e paroli facevano parte del mio dizionario venetobrasiliano. Adesso però parlavo con una romana, e dovevo riportarmi all'italiano grammaticale, altrimenti sarebbe un "casino" italobrasiliano. Fatto è che sono stata accolta da lei e sua famiglia. Mi ha portato a casa sua a Genzano (provincia di Roma), forse perchè vedeva mia faccia di paura, di uno che non sapeva cosa aspettare di una Roma a pieno mese di luglio, affollata di turisti, senza aver nemmeno una camera prenotata in albergo. Ho mangiato il primo gnocco veramente italiano, la deliziosa combinazione prosciutto-melone, e una grappa dopo pranzo. Meravigliosa sensazione di stare a casa! Nel giorno dopo, ho proseguito mio viaggio verso Roma. Dopodichè il fascino era continuo, ogni giorno l'innamoramento si consolidava verso il fidanzamento.
Chissà come sarebbe stato se non l'avessi conosciuta? Si, la chef italiana, che mi ha dato accoglienza nel momento giusto, che mi ha fatto arrivare in Italia tranquilla e pronta per iniziare una grande scoperta. Forse non mi sarei innamorata, forse non trovando una sistemazione al primo giorno, sarei rimasta arrabbiata con il "casino" romano, a volte frainteso. La promoter è stata lei, e dopo si sono aggiunte altre persone-chiave. La rete non è ancora finita, il filo lo mantengo forte tra le dita, voglio un giorno chiudela come quando si fa un cerchio. In questo giorno ritroverò mia amica chef italiana, e le ringrazierò per essere stata la promoter.
Eccomi qui.
Mia rete italobrasiliana è iniziata nel 2004, anno che ho scoperto l'Italia. Ero in aereo, rumo a Roma, di fianco a me si sede una donna ultra moderna, simpatica e estroversa. Mi racconta della sua vita, una chef della culinaria italiana che lavora a Londra, e vuole sapere i motivi per cui sono in Europa facendo un viaggio da sola. Cercando le poche parole che avevo archivate al cervello nella cartella lingua italiana, ho provato a risponderle il basico. Avevo 25 anni, ed ero impulsionata da una voglia infinita di conoscere il mondo, in particolare l'Italia. Da quando piccola sentivo miei nonni e genitori parlando il dialeto veneto, e ormai parecche espressioni e paroli facevano parte del mio dizionario venetobrasiliano. Adesso però parlavo con una romana, e dovevo riportarmi all'italiano grammaticale, altrimenti sarebbe un "casino" italobrasiliano. Fatto è che sono stata accolta da lei e sua famiglia. Mi ha portato a casa sua a Genzano (provincia di Roma), forse perchè vedeva mia faccia di paura, di uno che non sapeva cosa aspettare di una Roma a pieno mese di luglio, affollata di turisti, senza aver nemmeno una camera prenotata in albergo. Ho mangiato il primo gnocco veramente italiano, la deliziosa combinazione prosciutto-melone, e una grappa dopo pranzo. Meravigliosa sensazione di stare a casa! Nel giorno dopo, ho proseguito mio viaggio verso Roma. Dopodichè il fascino era continuo, ogni giorno l'innamoramento si consolidava verso il fidanzamento.
Chissà come sarebbe stato se non l'avessi conosciuta? Si, la chef italiana, che mi ha dato accoglienza nel momento giusto, che mi ha fatto arrivare in Italia tranquilla e pronta per iniziare una grande scoperta. Forse non mi sarei innamorata, forse non trovando una sistemazione al primo giorno, sarei rimasta arrabbiata con il "casino" romano, a volte frainteso. La promoter è stata lei, e dopo si sono aggiunte altre persone-chiave. La rete non è ancora finita, il filo lo mantengo forte tra le dita, voglio un giorno chiudela come quando si fa un cerchio. In questo giorno ritroverò mia amica chef italiana, e le ringrazierò per essere stata la promoter.
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