"If you keep doing what you have always done you are going to keep getting what you have always got" - W.L.Bateman

domenica 1 aprile 2012

Donne chimere


Meno male che nel mondo ci sono anche uomini. Primo posto perchè sarebbe una total noia. Secondo posto perchè il termine vaginocentric è talmente brutto che fa vomitare. Cambiamo la direzione del discorso e diciamo che se non fossero le donne gli uomini sarebbero persi, e facciamo una rivoluzione delle gonne, dei collant, dei reggiseni... Abbiamo innumerevoli vantaggi visto che possiamo sfruttare al massimo della nostra bellezza, vanità, e "conveniente" fragilità. Ed è così ammirevole vedere una donna che sappia combinare la sua capacità intelettuale con la sua emotività. Ed è così lamentabile guardare una donna che vuole fare l'uomo perchè ritiene sia un suo dovere per rendere suo posto di lavoro più apprezzabile.
Apprezzabile da chi? Dagli uomini sicuramente no, perchè davanti a una creatura mitologica greca fatta corpo di donna e testa di uomo, abbandonano anche il più infimo sentimento d'ammirazione. Eppure dalle donne, crea un'avversione ancora più notevole a tutto ciò che si riferisca al mondo maschilista. Decisamente, non abbiamo bisogno di inezioni virtuali di testosterona per renderci donne in gamba. Dobbiamo essere noi stesse, consapevoli delle nostre virtù, a portare avanti un lavoro che ci è stato dato meritabilmente.
Fatto cuorioso è che nel mio percorso italobrasiliano professionale, fino ad oggi, ho trovato uno strano mix di situazioni. Le donne che diventono delle chimere e si comportono come leoni in gabbia, e gli uomini che sono così gentili da volere portare a casa come acquisto personale. E non sto parlando di interesse sottinteso, che ritengo sia un fattore d'amministrare d'accordo con le nostre intenzioni. Perciò, aspetterò di una donna dolcezza e sensibilità libere di ulteriori interessi, e così le ammirerò ancora di più.
Ci sono stati delle occasioni che se dovevo rivolgermi a un primario o a un professore medico in ospedale, preferivo che fosse un uomo. Ogni volta che ero davanti a una donna (con rare eccezzioni) mi trovavo a disagio. Alcuni degli esami orali che ho dovuto prestare durante il processo di riconoscimento del diploma li ho fatti con donne. Nessuno è andato bene, anche se ho sempre cercato di avere lo stesso rapporto di rispetto. Mi ha colpito un giorno quando mi sono presentata a un appello, dicendo che ero italobrasiliana, nata in Brasile, da poco tempo in Italia e che ero in processo di riconoscimento di titolo. A mia sorpresa e delusione ho sentito: "Allora peggio per te, perchè adesso posso farti delle domande più difficili." E non bisogna dire nemmeno com'è andato l'appello. Cosa le ha servito fare questa brutta figura? mi sono laureata in Italia lo stesso, abilitata alla professione, libera per lavorare. Forse ci aspettava che io fossi colpita da un trauma per il resto della mia vita.
E ci aspettava male, perchè io come tutte le altre donne in gonna, calze e tacchi, mi auguro di avere un carattere solido come una roccia, ma una sensibilità fluida come l'acqua.

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