"If you keep doing what you have always done you are going to keep getting what you have always got" - W.L.Bateman

mercoledì 11 aprile 2012

Antonio ci racconta una storia italiana di un medico brasiliano


 
"Averti incontrata mi ha fatto ricordare di alcuni brasiliani che ho conosciuto alcuni anni fa ad un congresso. Credo sia successo nel 2009 o nel 2010, il congresso era l’ADMG che si svolgeva allora in provincia di Bari, in Puglia, nel sud d’Italia. Io ovviamente ero lì per lavoro, allora facevo ancora il Medical Science Liaison ed ero al congresso con alcuni colleghi e dei dermatologi nostri ospiti. Durante la cena organizzata della faculty del congresso per la prima serata, mi ritrovati seduto ad un tavolo con i miei colleghi e diversi dermatologi che conoscevo.
Ad un certo punto si materializzò una visione! Una bellissima donna, come solo voi brasiliane potete essere, si avvicinò al nostro tavolo, elegantissima nel suo abito bianco che esaltava il suo incarnato ed il suo sorriso. Al tavolo eravamo tutti ammutoliti, noi uomini – ovviamente – perché abbagliati da tanta bellezza, ma anche le donne avevano perso la parola, ammirate e decisamente un po’ invidiose. Al tavolo c’erano tre posti non occupati, lei ci chiese se fossero liberi e noi uomini rispondemmo all’unisono di sì, sperando che lei e magari altre due sue amiche belle quanto lei si sedessero!  Rimanemmo molto delusi quando alle sue spalle si materializzarono due uomini… Le nostre commensali donne invece si rilassarono immediatamente, che strane le dinamiche intersessuali da tavola… I nostri tre nuovi amici erano tutti e tre brasiliani, di San Paolo, i due uomini erano medici, specialisti in chirurgia plastica, lei era la compagna, assistente, sostegno assoluto di uno dei due.
Adesso tu non ci crederai ma dei tre tuoi connazionali quello che maggiormente mi ricordo non è la bellissima ragazza, della quale non ricordo nemmeno il nome. Di lui, invece, mi ricordo bene, un chirurgo plastico specializzato nel trattamento di pazienti ad alto rischio perché infettivi. Al congresso portava un caso di intervento di ricostruzione del gluteo in un soggetto affetto da HIV. C’era un particolare in lui che mi aveva colpito. Forse a causa di un incidente era gravemente menomato. Aveva difficoltà enormi a parlare, l’intero arto superiore destro, braccio, avambraccio e mano, era totalmente inerte ed anche la gamba destra lo era quasi del tutto. Sentendolo parlare, o meglio, ascoltando la traduzione dal suo brasiliano da parte della splendida ragazza, ognuno di noi al tavolo si faceva silenziosamente la stessa domanda. Come poteva un uomo in quelle condizioni essere un chirurgo? Effettuare delicatissimi interventi chirurgici? Che scherzo era?  Inoltre lui, seppi in seguito, non era mancino ma destro, come poteva operare con un braccio in quelle condizioni?
La risposta alle nostre domande arrivò il giorno dopo, quando quell’uomo, quel medico fece la sua presentazione. Lui salì sul palco degli oratori con la sua andatura precaria accompagnato dalla sua compagna che non lo abbandonava neanche per un minuto. Lei tradusse la breve introduzione che lui fece, dopodiché partì un video nel quale si vedeva lui che veniva aiutato a lavarsi, ad indossare il camice da chirurgo, a lavarsi di nuovo…e poi cominciava ad operare, con la mano sinistra. Io non sono un chirurgo né un medico ma alcuni di questi che con me assistevano a quella presentazione mi dissero che l’intervento era fatto con una tecnica molto innovativa e che le sue capacità erano sorprendenti. Poi la sua ragazza mi raccontò che dopo “l’incidente” – non ho mai saputo che tipo di incidente fosse, lui aveva re-imparato ad operare in poche settimane con la mano sinistra, era sufficiente che lei stessa, che era infermiera, lo assistesse in maniera minima durante gli interventi. La ragazza mi spiegò anche che, oltre ad un fatto di principio ed una sfida con il suo destino e se stesso, re-imparare ad operare era per il compagno una questione di sopravvivenza, doveva infatti continuare a lavorare per poter ripagare tutti i debiti che aveva contratto iniziando la sua attività di chirurgo plastico, per continuare a vivere.
Sembra incredibile, ed infatti io stento ancora a crederci, ma a quanto pare il chirurgo ce l’aveva fatta ed era anche un medico molto apprezzato. Era riuscito a schiacciare una palla alzata davvero male… Purtroppo ho smarrito il suo biglietto da visita ma mi farebbe piacere sapere come procede la sua partita con la vita."

--- by Antonio Castiglia ---

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